Sunday, August 8, 2010

Kates Playground Spreading



Who is close to me, knows my pain silenzioso e sordo. Lo conosce e non lo insidia, ma con me lo vive nella sua parte che viene negata e non possibile di essere partecipata.
Amo molto i miei nipoti, tutti! Ed io quando uso la parola "amo" intendo proprio la scelta profonda a prescindere da loro e da ciò che loro pensano e sentono. Li ho scelti profondamente per come sono, per quello che sono, per come saranno e per qualsiasi cosa loro vorranno o potranno vivere della loro esistenza. Li ho scelti e quindi li amo. Ma è una cosa che rimane in me, non posso dirla, non posso comunicarla, non posso trasmettere nulla di questo. Li amo nel mio silenzio e nel mio esserci solo come una entità che non c'è, se non nella misura che loro vogliono che io ci sia. Vorrei poterci essere pienamente, ma non posso! Vorrei potergli essere vicino, ma non mi è del tutto possibile quando non mi è espressamente negato. Ed è un tutto che non permette parzialità! Ho scelto, li amo, ed amo ciascuno di loro, ma loro sono un plurale e faticano a divenire dei singoli per la negazione di me, per la negazione che viene rivolta a me. Non da loro, da altri, dal contesto, da troppe cose insieme e prive di un reale significato.
E così questo grido rimane nella mia gola ad attendere il nulla, perdendosi nelle mie cellule per non ricomporsi e non trovare più forza. Si perde di sonorità e diffonde la sua intensità. Così è, e si va oltre?

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